header image
Home
INTERVISTA AD ANTONELLO GOVERNALE
luned́ 02 maggio 2011

 

INTERVISTA AD ANTONELLO GOVERNALE  PRESIDENTE  DELL’ASSOCIAZIONE SINDACALE ANTIQUARI  E  MERCANTI  D’ARTE SICILIANI  SULLO STATO DEL MERCATO

    Questa intervista faceva parte di un gruppo di domande rivolte ai componenti della Giunta Direttiva della Federazione Italiana Mercanti d’Arte ed avrebbe dovuto trovare spazio sulla pagina curata dalla Federazione sul  Giornale dell’Arte del mese di maggio 2011 assieme ad altre.

Poiché il testo originario delle risposte inviate da Antonello Governale, Vice Presidente area sud, è stato ridimensionato  in alcuni punti per la pubblicazione, si é preferito lasciarlo nella sua integrità rendendolo qui noto sul sito dell’Associazione degli Antiquari Siciliani ( ASAMAS).

Esso contiene delle obiettive osservazioni sulla crisi che in atto investe il mercato mondiale dell’arte, particolarmente quello italiano, e che lo penalizza pesantemente, colpendo particolarmente la fascia medio piccola degli antiquari

Non si comprende perché la FIMA, che è una federazione dei vari sindacati regionali  degli antiquari italiani e che dovrebbe tutelare gli interessi  di tutta la categoria indistintamente, non agevoli l’apertura di un chiaro dibattito sopra la realtà di una crisi del settore che ormai appare visibile a chiunque vi operi e che non può essere taciuta, anche per dar atto alle autorità preposte, se lo volessero, di adottare provvedimenti che possano alleggerire tale stato di cose.

Palermo, 3 maggio 2011              

      

 

 

     1)  Il Mestiere dell’Antiquario è cambiato in questi ultimi anni ?

 

Il nostro settore, come gli altri, oggi ha subìto e sta attraversando una profonda crisi legata certamente dapprima alla svalutazione reale seguita all’introduzione della moneta unica europea, e  successivamente alla crisi che ha investito l’economia mondiale  e che ha avuto ripercussioni su tutti i mercati con drastici cali dei consumi in genere.

Il commercio dei beni artistici inoltre  è stato partecipe delle profonde trasformazioni determinatesi nella società in seguito alla globalizzazione del mercato che ha trasformato sia le scelte  dei clienti,  per mutamenti di interessi  e nuovi assetti economici nelle fasce degli acquirenti, che lo stesso esercizio della professione dell’antiquario,  trascinato in una profonda evoluzione del mercato che, di fatto, è ancora in atto.

 Specialmente in Italia la classe della media borghesia, che prima riusciva ad investire una parte del proprio reddito in generi di antiquariato, ha perduto totalmente il proprio potere d’acquisto e pertanto ha cessato di essere  la naturale acquirente  dei  beni  contenuti entro una fascia di spesa di medio livello. Ciò ha avuto conseguenze sulla maggior parte  degli  antiquari che si sono trovati sempre più totalmente penalizzati  non riuscendo nemmeno a far fronte alle spese di gestione delle proprie attività. Tale stato di fatto in questi ultimi anni si è accentuato determinando la chiusura di un gran numero di esercizi di antiquariato con conseguenze  sulle attività ad esse connesse, dai trasportatori ai restauratori e così  via, in un costante decadimento generale del settore . Tutto ciò senza che dalle istituzioni governative o da enti preposti giungesse un  minimo cenno di sostegno o qualche provvidenza tesa ad alleviare tale stato di cose che di fatto nel nostro settore è stato molto più avvertito che in altri.

Della categoria degli antiquari ovviamente ne sono  usciti meno colpiti quella fascia di operatori più qualificati indirizzati verso un mercato internazionale ed una clientela di  elevato reddito che avvertiva meno la crisi.   

  

2) Quali sono i sentori del mercato oggi e quali aspettative abbiamo per il domani ?

  

Oggi si sta registrando un generale cambiamento degli orientamenti delle nuove generazioni under 40 che si vanno rivolgendo  prevalentemente al settore dell’arte  moderna  più vicina alle necessità delle esigenze della vita ed alle tendenze dei media, mentre di contro non è venuta meno la richiesta di beni di elevato livello artistico, sia di dipinti antichi che di mobili od arredi ed arti minori, da parte dei più tradizionali  collezionisti ed investitori, siano essi  privati che enti pubblici, che hanno riconoscono costantemente alle opere d’arte, tra l'altro, il loro ruolo di beni di investimento, specialmente in tempi in cui il tasso di svalutazione è superiore a quanto venga dichiarato pubblicamente.

In particolare, secondo gli ultimi rapporti Nomisma, per tale tipo di beni il mercato dell’antiquariato appare costantemente stabilizzato anche con rivalutazione delle quotazioni, mentre un settore a se appare quello della pittura dell’Ottocento  che, essendo piuttosto raro e ristretto ad un collezionismo locale e molto settoriale, è  riuscito  a  tenere buone quotazioni  specialmente per alcuni artisti di livello internazionale.

D'altronde bisogna anche dire  che il mondo degli antiquari non ha saputo interrogarsi profondamente sulle cause del proprio malessere né ha saputo riflettere per trovare dei correttivi che potessero in qualche modo richiamare l’attenzione di potenziali nuovi clienti  distratti anche da molteplici quotidiane problematiche di carattere sociale.

In Italia il mercato dell’antiquariato è, come tutti sappiamo e ripetiamo da tempo, tradizionalmente fragile per i noti problemi di legislazione non coerente con le normative europee che ritardano anche in ambito comunitario la circolazione dei beni, troppe incombenze di carattere burocratico ed autorizzazioni sono necessarie e ci pongono in situazioni di netto svantaggio rispetto ai colleghi europei

 

 

3)      Il nostro mestiere ha ancora ragione di essere e perché ?

 

Da tali considerazioni e tendenze  possiamo sperare che, in un futuro non immediato, col passare della crisi mondiale, il mercato dell’antiquariato possa gradualmente  iniziare a crescere nuovamente, ma penso che la ripresa sarà lenta, non omogenea e  concentrata su artisti od  opere di provenienza storica, come denotano i recenti risultati delle vendite presso le case d’asta internazionali

Naturalmente occorrerà che gli antiquari riescano ad inserirsi in quelle che sono le nuove realtà del mercato a seguito della globalizzazione, che recepiscano i nuovi criteri di informatizzazione  e che dimostrino di conoscere le tendenze delle nuove realtà. L’antiquario di domani dovrà sempre più assumere la funzione di consulente ed esperto degli acquisti dei clienti aggiornando costantemente alle nuove conoscenze la propria competenza professionale in settori specializzati, e parimenti dovrà abbandonare la semplice funzione di  mercante operante esclusivamente nella propria sede.

Si dovrà sempre più pretendere dalla categoria  il rispetto del Codice Deontologico dell'antiquario e, soprattutto,  si dovrà richiedere, per l’esercizio della professione,  una esperienza e preparazione professionale che riesca a tenere l’operatore  indenne dai pericoli delle falsificazioni e dei furti delle opere d’arte. 

Si dovrà nella sostanza pervenire a questa nobile professione con una preparazione ed un tirocinio di tutto rispetto.    

         
Ultimo aggiornamento ( marted́ 03 maggio 2011 )
 
MUSEO DELLA CERAMICA DI CALTAGIRONE CELEBRA IL 150 ‘ DELL’UNITA’ D’ITALIA
venerd́ 18 marzo 2011

IN ESPOSIZIONE  UN PREGEVOLE ACQUAMANILE   DEL 1861

Nel quadro delle iniziative organizzate dalla Regione Sicilia per celebrare l’Unità d’Italia , anche il Museo della Ceramica di Caltagirone  non ha voluto mancare all’appuntamento   allestendo,   all’interno del proprio  spazio museale , un’esposizione  celebrativa dell’Anniversario . In sintonia con quanto sta organizzando l’Amministrazione Comunale di Caltagirone, nei  siti museali civici, il   museo, per celebrare la ricorrenza,  ha inteso  allestire  un vero momento di promozione culturale con una retrospettiva storica  incentrata sui manufatti in ceramica,  realizzati nel periodo a cavallo tra  la fine del 700 e  la  prima metà dell’800.. L’idea di celebrare , anche al Museo, la festa del tricolore  è scaturito  dal possesso, tra le ceramiche quivi custodite,  di alcune quartare  e soprattutto di un acquamanile  da sacrestia  datato proprio 1861,  anno della  proclamazione dell’Unità d’Italia.Di manifattura calatina, così come le altre maioliche esposte, l’acquamanile in mostra  è  un raro manufatto in ceramica policroma, con inserti plastici sempre in terracotta, proveniente da  una sacrestia  di chiesa, probabilmente  calatina,  ed era adibito a  contenere  acqua benedetta,  che il prete utilizzava quale  lavanda per le mani in segno di purificazione prima di celebrare messa.

L’esposizione  non  è solo celebrazione di una data, anche se significativa per l’Italia e gli italiani, ma anche un percorso , come dicevamo, storico- didattico per guidare il visitatore  alla riscoperta di quelle maioliche, che in quel contesto risorgimentale, venivano  realizzate dagli  artigiani  della maiolica.  Una maiolica per lo più,  forse,  un po’ meno ricercata rispetto a quella più  tradizionale dei secoli precedenti e, probabilmente meno raffinata nella finitura del biscotto,  in quanto  più porosa e  meno lisciata    tanto da compromettere la raffinatezza degli   smalti   rispetto a quelli coevi  di Napoli, o di altri centri di produzione della penisola italiana. Ma  non significa ciò compromissione della bellezza del manufatto , che  sicuramente  non  resta  meno pregevole sia per la policromia dei colori utilizzati,,  quasi tutti pigmenti  reperiti sul posto, a cominciare dal marrone, estratto dalle  pietre raccolte lungo le sponde del vicino  fiume Pietrarossa, sia per la  maestria di alcuni  illuminati “cannatari”, come i Di Bartolo,  i Bertolone  o i Lo Nobile, unici  nell’utilizzo dei tornio, nei decori  e soprattutto nell’uso plastico  della terracotta.

“Un altro idea  del Museo della Ceramica  - sottolinea Giovanni Patti direttore del Museo -  che  con questa iniziativa ha voluto  partecipare, insieme alla Città,  a questa solenne  appuntamento  per omaggiare attraverso, le creazioni dei ceramisti calatini del tempo, l’unità d’Italia”.

L’allestimento  che comprende 26 maioliche,  che coprono un periodo dal 1789 ,  anno della rivoluzione francese,  al 1861 ,è stata curata dal dr. Giuseppe  Turco insieme al suo team composto da Marilena Ruggeri, Luigi Coniglio, Saro Gagliano  e Anita Giacomazzo, mentre i testi sono stati redatti  dal Dr. Silvano Marino.

L’esposizione sarà visitabile gratuitamente  sino al 5 giugno p.v. con ingresso dalle ore 9.00- alle ore 18.00 – da via Roma (Teatrino del Bonaiuto)

Ultimo aggiornamento ( luned́ 02 maggio 2011 )
 
Nature et idéal : le paysage à Rome, 1600 - 1650
luned́ 14 marzo 2011
9 mars - 6 juin 2011
Exposition
Les Galeries nationales du Grand Palais

(da www.grandpalais.fr)

 

 

 

Un moment charnière de l'histoire de la peinture où le paysage devient un genre à part entière.
C'est à Rome, dans la première moitié du XVIIe siècle, que l'histoire de la peinture de paysage commence. Jusque-là le paysage n'existe pas en tant que genre pictural à part entière : alors qu'il était considéré comme un simple élément du décor à l'arrière-plan, il gagne peu à peu en autonomie et devient le sujet principal. Il va désormais connaître un succès considérable dans les palais pontificaux et les collections de l'aristocratie. Les plus grands artistes, Carrache, Rubens, Le Lorrain, Poussin vont contribuer à l'émergence du paysage peint à travers différents types de représentations de la nature : vues idéales de la campagne romaine, marines, scènes antiques…
Organisée par la Réunion des musées nationaux, le musée du Louvre et le musée du Prado, l'exposition réunit des prêts exceptionnels de collections prestigieuses du monde entier : Italie, États-Unis, Angleterre, Allemagne, Hongrie, Pays-Bas…
Quatre-vingts peintures et une vingtaine de dessins mettent ainsi en lumière les aspects les plus marquants de l'art du paysage : la diffusion des créations d'Annibal Carrache ; l'affirmation du naturalisme nordique ; le développement des paysages d'inspiration néo-vénitienne dans la Rome des années 1620 et 1630 ; la multiplication des vues peintes avec scènes de genre des Bamboccianti ; le succès des paysages topographiques et des caprices architecturaux ; et enfin l'exceptionnelle restitution de la lumière et des effets atmosphériques.
 
Une exposition organisée par la Réunion des musées nationaux, le musée du Louvre et le musée du Prado.
Commissariat général à Paris : Stéphane Loire , conservateur en chef au Département des Peintures du musée du Louvre.  

Ouverture tous les jours de 10h00 à 20h00, nocturne le mercredi jusqu’à 22h00. Fermé le mardi et le 1er mai. Plein tarif : 11€ - Tarif réduit : 8€ - Gratuité pour les moins de 13 ans, bénéficiaires du RSA et du minimum vieillesse.
 
Voir le site de l'exposition
Ultimo aggiornamento ( luned́ 14 marzo 2011 )
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 4 di 10