|
Furto locale, mercato globale |
|
|
|
|
marted́ 15 luglio 2008 |
|
Pagina 1 di 2 Furto locale, mercato globale
I nuovi Arsenio Lupin Rubano opere, anche importanti, nei musei e dai grandi collezionisti per poi venderle su internet. Fotografia dei ladri moderni, attenti ai gusti di giapponesi e americani. di NADIA FRANCALACCI
Ai prirni posti della lista nera ci sono giapponesi e americani. Sono tra i maggiori acquirenti di opere d'arte rubate in Italia. Giappone e Stati Uniti sono diventati, secondo gli inquirenti, i nuovi punti di riferimento dei trafficanti internazionali. Reperti archeologici come pagine miniate e oggetti ecclesiastici di inestimabile valore storico e artistico sono Ie opere preferite da facoltosi statunitensi. Statue, anfore, vasellame od oggetti di ebanisteria quelli richiesti dai ricchi giapponesi. Per entrambi i tipi di clienti i più ricercati sono antiche anfore e vasi modellati in terracotta dal II secolo a.C. al I secolo d.C. Tutte opere rubate da scavi archeologici, musei, collezionisti privati, chiese italiane e ritrovate dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale. Anche collezionisti svizzeri, francesi e inglesi, da tempo presenti nella mappa nera tracciata dai carabinieri, sono soliti acquistare illegalmente dipinti e opere grafiche di artisti italiani. Il dipinto a olio su tavola raffigurante un Compianto sul Cristo morto attribuito a Francesco Granacci, stima superiore a 1 milione di euro, è stato recuperato all'interno di un laboratorio di Parigi pronto per essere venduto. Con la collaborazione di Scotland Yard i carabinieri sono riusciti a riportare da Londra in Toscana la Madonna con figlio di Benozzo Gozzoli (stima oltre 4 milioni di euro) sottratta al Museo di San Matteo di Pisa. Tre gli inglesi denunciati per aver fatto volare clandestinamente nella capitale britannica monete antiche, ceramiche e altri oggetti del XVII secolo recuperati su un relitto, il Pollux, naufragato al largo delle coste dell'lsola d'Elba.
|