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S.O.S. DAL MONDO DEGLI ANTIQUARI Rendiamo nota una interrogazione presentata dall' Onorevole Giuseppe Marinello siciliano del distretto di Agrigento al Ministro per i Beni e le Attività Culturali al fine di evidenziare lo stato di profondo disagio e di difficoltà nel quale versa il mercato dell'arte in Italia. L'ASAMAS da inizio ad una comunicazione su questo argomento al fine di promuovere tra gli antiquari, gli operatori del settore,gli studiosi, gli amatori e la stampa specializzata una campagna di sensibilizzazione onde chiedere al Ministro per i Beni Culturali, agli Enti regionali e comunali ed alle Autorità preposte allo sviluppo e tutela dei beni culturali, un concreto intervento in favore della categoria degli antiquari che a causa della crisi economica in atto versa in notevoli difficoltà con la chiusura di molti esercizi in Italia. Si invitano gli antiquari, gli operatori del settore i collezionisti i parlamentari e tutti coloro che hanno a cuore la sopravvivenza del settore degli antiquari ad intervenire sull'argomento comunicando con la nostra associazione od all'indirizzo del presidente dell'Asamas :
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allo scopo di programmare e svolgere una concreta azione in tal senso. Riportiamo il testo dell'interrogazione : Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01668 presentata da Giuseppe Francesco Maria Marinello mercoledì 19 novembre 2008, seduta n. 089
Al Ministro per i beni e le attività culturali. -Per sapere – premesso che: in un editoriale del numero di agosto 2008 del Giornale dell' Arte si dà conto della progressiva distruzione del mercato dell'arte in Italia ; è paradossale che il primo Paese al mondo per qualità e quantità di beni artistici, sia anche l'ultimo in Europa per volume di affari del relativo mercato; le normative, le pratiche ostruzionistiche, ma soprattutto le prassi investigative e giudiziarie, si stanno accanendo contro il mercato antiquario ed i collezionisti privati, considerati, aprioristicamente, sospettabili; in sostanza, secondo il Giornale dell'arte, il tutto si configura come una sorta di embargo generalizzato, che si risolve in un danno economico ed in una riduzione delle possibili risorse da destinare alla tutela; in prima approssimazione il Ministro interrogato potrà rendersi conto della situazione accennata semplicemente verificando quali e quanti antiquari italiani negli ultimi anni abbiano trasferito le proprie attività e società operative, nonché i propri redditi, all'estero, lasciando in Italia solo un ufficio o una galleria di riferimento; oppure verificando in quali Paesi, con quale livello qualitativo e con quale volume d'affari si svolgano le più importanti fiere o aste antiquarie; si aggiunga anche il depauperamento di ampi gruppi sociali, la scomparsa di migliaia di posti di lavoro e la graduale perdita di antiche tradizioni ed esperienze che in altri Paesi sono spesso protette e tutelate. Il tutto a vantaggio di mercati esteri e con danno al nostro stesso patrimonio: la sensazione è infatti che molte scoperte non vengano neanche più denunciate e prendano direttamente la via dell'estero -: quali misure il Ministro interrogato intenda adottare per salvaguardare, rilanciare ed internazionalizzare il mercato dell'Arte in Italia, a cominciare dalla riconsiderazione dalle norme sul premio allo scopritore, sino a quelle sulla circolazione dei beni culturali. (4-01668) |